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La persona è un essere di suono e, da esseri umani, comunichiamo tra di noi e con l'universo più vasto attraverso la vibrazione del suono. Quest'ultimo diventa così l'essenza del nostro essere collettivo. Tutti i suoni riverberano di significato, ogni vibrazione sonora produce un effetto e ogni suono, legato ad ogni parola che pronunciamo, in ogni sillaba, è connesso nello stesso tempo al suo significato eterno, al suo riverbero eterno.
Il processo dell'improvvisazione musicale è una forma d'interazione in tempo reale con la struttura di un ambiente acustico, musicale, formale, culturale, incarnato e localizzato. L'interazione musicale non è passiva perché genera struttura, la propria traccia sonora, che diviene parte dello stesso ambiente interattivo e viene percepita come ciò che contribuisce a questo ambiente. La musica è conseguenza di un ascolto attivo. L'ascoltatore, capace in tale ruolo attivo, fa esplodere la categorie delle esperienze che noi chiamiamo ascoltare musica, perché consente a se stesso la libertà improvvisativa di fissare ciascun momento o ciascuna esperienza come musicale. L'improvvisatore è sempre in ascolto, l'ascoltatore è sempre in improvvisazione.

Il direttore artistico (Art-Director)
Carlo Alberto Canevali

IV edizione - 2010
I Edizione - 2007
II Edizione - 2008
III Edizione - 2009

Orari concerti

Via Marconi  

I° set

21:00 - 21:45
II° set

22:00 - 22:45

Piazza della Chiesa

I° set

21:15 - 22:00
II° set

22:15 - 23:00 

Via  Dante

I° set

21:30 - 22:15
II° set

22:30 - 23:15


 in collaborazione con

Venerdì 15 Luglio 2011
LEIBNIZ (I)

L'esigenza di trovare un momento di sintesi dei diversi sentieri musicali attraversati nel corso di un multiforme apprendistato è alla base del progettomusicale Leibniz. All'interno di questo laboratorio,
negli ultimi sei anni, si è alimentata la ricerca del batterista Nelide Bandello di un proprio punto di
equilibrio fra i linguaggi in precedenza metabolizzati. La sua musica si contraddistingue per una
scrittura ricca di suspence, di interrogativi, che talvolta evoca atmosfere investigative e fughe poliziesche oppure indugia in contemplazioni dalle trame dilatate ed oscure in un susseguirsi di scene quasi cinematografico. Tenendo fermo l'approccio ad un'improvvisazione spesso corale ed un linguaggio che risente sia di orchestrazioni minimalistiche che di libera improvvisazione e reminescenze rock, la formazione intensifica il suono ed il livello energetico delle esecuzioni , allontanandosi in parte dall'eredità jazz degli esordi per muoversi in un territorio più ambiguo a cavallo fra pop creativo e sperimentazioni contemporanee.

Nelide Bandello/batteria Francesco Bigoni/sax tenore, clarinetto
Giulio Corini/contrabbasso Pasquale Mirra /vibrafono EnricoTerragnoli/chitarra el.podophono

MAURIZIO CAMARDI (I) “Radiomondo”

Il nuovo progetto Radiomondo di Maurizio Camardi evidenzia già nel nome la forte propensione alla contaminazione con atmosfere e sonorità prese a prestito da musiche di varie parti del mondo. Un concetto non nuovo per il musicista e compositore padovano che già nei precedenti lavori aveva delineato la strada che qui prende
forma in maniera ancor più concreta. Radiomondo è una finestra aperta a ritmi, melodie e timbri che ci portano in un ideale viaggio dove la musica abbatte frontiere, confini geografici e sonori. Il quartetto è un incontro di grandi personalità. Una originale e solidissima ritmica (Fariselli, Gallo, Gandhi) si innesta sul particolare suono dei sassofoni e duduk di Camardi, sempre più suggestivo e a suo agio anche nel suo "strumentario etnico".
Radiomondo sviluppa una forte tensione spaziando tra atmosfere talvolta allegre talvolta meditative, sempre di grande coinvolgimento e impatto emotivo.

Maurizio Camardi/sassofoni, duduk, flauti etnici Patrizio Fariselli/pianoforte Danilo Gallo/contrabbasso U.T. Gandhi/batteria

ORGAN TRIO (I)

L' OrganTrio è una formazione tipica del jazz performing che trova la sua collocazione negli anni '50 grazie principalmente al caposcuola Jimmy Smith; inizialmente il repertorio era fortemente blues-based ma negli anni successivi l'Organ Trio ha allargato i suoi orizzonti anche verso il jazz modale (Larry Young), il funk e le forme più attuali del jazz (D. Wall, M. Medesky, S Yahel). La caratteristica principale di questa formazione è che l'organo ricopre il ruolo del contrabbasso, dell'accompagnamento e del solista.
II“Gorgazzini, Cramerotti, Pisetta Organ Trio” propone materiale caratteristico della formazione in Organ Trio, brani di Pat Martino, Wes Montgomery, Green Grant oltre a composizioni originali traendo ispirazione sia dalle radici blues che dalle meno datate atmosfere modali.

Roberto Gorgazzini/Organo Giuliano Cramerotti/Chitarra Stefano Pisetta/Batteria

Venerdì 22 Luglio 2011
GODZILLA meets
DAVE TAYLOR
(I-USA)

Il sodalizio tra il batterista Carlo Alberto Canevali ed il chitarrista Lorenzo Frizzera ha dato vita a Godzilla in Wonderland, un progetto di ricerca musicale nell’ambito dell’improvvisazione pura, all’insegna di una vera libertà stilistica e di un atteggiamento ludico-creativo che oscilla tra la tradizione di maestri come Derek Bailey, Tony Oxley e
Han Bennink e un’attualizzazione della musica concreta, realizzata tramite i laptops con cui entrambi i musicisti registrano e manipolano in tempo reale le proprie esecuzioni.La ricerca di Godzilla si sviluppa anche attraverso l'incontro con magnifici esponenti della musica jazz, che ne hanno fatto la storia, come il trombonista newyorkese
Dave Taylor. Taylor ha suonato ai vertici della musica mondiale affiancandosi a Miles Davis, Barbara Streisand, Gil Evans, Yo Yo Ma Quincey Jones, Frank Sinatra, Aretha Franklin e molti altri ancora. La musica del trio è l'espressione dell'interazione in tempo reale di tre forti identità con l'ambiente che le determina e da cui è determinato. Un evento unico.

Dave Taylor/Sax Lorenzo Frizzera/Chitarra Carlo Alberto Canevali/Batteria

ERIC BOEREN QUARTET (NL)

Il quartetto di Eric Boeren inizia basandosi sulla musica di Ornette Coleman. Il repertorio è stato ampliato negli anni introducendo brani originali di Boeren. La formazione del quartetto è la stessa di Ornette Coleman dei primi anni sessanta ma, la grande differenza tra i due quartetti è il modo in cui il materiale musicale viene trattato. Mentre con Ornette Coleman i solisti solitamente si alternano, con Boeren i quattro musicisti condividono assieme lo spazio improvvisativo. È una visione collettiva all'interno della quale i musicisti hanno lo spazio improvvisativo per espandere ulteriormente le forme musicali.
Il materiale esistente suggerisce la personalità e la direzione delle improvvisazioni. Le composizioni di Boeren affondano invece profondamente nella tradizione jazz e blues e sono caratterizzate da melodie forti, saltellanti, in tonalità spesso inusuali.

Eric Boeren /cornet Michael Moore /alto saxophone / clarinets Wilbert de Joode /bass Han Bennink/percussion

ENTEN ELLER (I-RA)

Tra le formazioni italiane attualmente sulla scena musicale, il quartetto Enten Eller è una delle più stabili e nel corso dei suoi ventitre anni di attività ha maturato una fisionomia sempre meglio definita, in cui diversi ingredienti si integrano con vitalità. In primo luogo scrittura e improvvisazione, che cercano equilibri e costanti stimoli reciproci... Poi l'alternanza tra momenti lirico-cameristici, dove l'attenzione è al timbro e alle tessiture, ed episodi dalla ritmica marcata, in cui si avvertono le influenze delle avanguardie nere americane o del rock progressivo degli anni Settanta. Le quattro personalità coinvolte, pur essendo voci solistiche di valore, cercano soprattutto un sound di gruppo.. Enten Eller è stato votato come terza miglior formazione italiana riconoscimento attribuito dalla (Top Ten 2001 e nel 2010 ) della rivista Musica Jazz.

Alberto Mandarini/ Tromba, Achille Succi/Sax Alto, Maurizio Brunod/Chitarra, Giovanni Maier/ Contrabbasso, Massimo Barbiero/ Batteria

Venerdì 29 Luglio 2011
KLAN.G (I)

Il cosiddetto punto del Dr. Grafenberg (il punto g) è un area particolarmente sensibile situata dietro la parete frontale della vagina, fra la zona posteriore dell'osso pubico e la cervice. Partendo quindi da questa considerazione, negli anni '90, durante un estenuante viaggio in treno, tre musicisti decisero di fondare il 'clan del punto G', klan.g.…. ovvero 'suono' in tedesco. Decisero di dedicarsi alla libera
improvvisazione usando prevalentemente strumenti elettro-acustici ed elettronici, o più precisamente qualunque cosa emettesse un suono. Stimolandosi reciprocamente il punto-G-sonoro durante le sedute di improvvisazione KLAN.G cominciò a prendere forma. Abbracciata anche la performance multimediale gli
esperimenti continuarono con il sodalizio tra KLAN.G e Claudio Sichel, inventore della Tv Organica. KLAN.G ha da poco registrato il primo cd ufficiale dal titolo "Resonance Surfers" per nBn records.

Alessandro Fedrigo/acoustic bass guitar/effects Alfonso Santimone/laptop/korg ms 10) Claudio Sichel/Performance Multimediale

FEDERICA BACCAGLINI QUARTET

Il quartetto di Federica Baccaglini è un mondo sonoro emozionante e ricco di sfumature. Protagonista è il jazz della cantante rodigina Federica Baccaglini, già nota nel panorama
soul e gospel italiano, con una voce che condensa e restituisce tutte le sfumature legate alla black
music. Il quartetto, riarrangiando brani del repertorio jazz classico e anche brani di autori più “inesplorati” e contemporanei, e brani originali, propone una musica che ricerca e celebra varie sfumature del jazz: la sua storia, le possibilità timbriche, il ritmo e le parole.. È da poco uscito il loro primo lavoro discografico “DAYDREAMS”.

Federica Baccaglini/voce Michele Francesconi/pianoforte
Paolo Ghetti/contrabbasso Gianluca Nanni/batteria

3IO (I)

Formatosi nel 2007 questo trio emergente segue fin da subito l'approccio meno convenzionale della musica jazz: lavorare in sinergia senza ruoli predominanti è il concetto base di questo gruppo. La musica è composta da 3iO per 3iO e la sua esecuzione riflette la personalità distinta di questa band.Il repertorio interamente originale richiama sonorità prettamente Europee con momenti di energia ed
arrangiamenti complessi.L'apprezzamento da parte del pubblico ha aiutato il gruppo a confermare la propria voce, soprattutto da parte di quello meno familiare con il genere jazz.

Richard Maggioni/Piano - Juan Miguel Moretti/Contrabbasso
Matteo Giordani/Batteria

Venerdì 05 Agosto 2011
THE DROPS (I-USA)

Christophe Panzani e Federico Casagrande iniziano a lavorare al progetto ÒThe DropsÓ alla fine del 2008 a Parigi. Dopo aver a lungo collaborato in diversi gruppi hanno sentito il bisogno di convogliare le energie in un loro progetto. Il nome del gruppo e' un simbolo della co-esistenza in ogni
essere umano dell'individualita' e al tempo stesso dell' appartenza ad un unico flusso cosmico. La stessa cosa che succede ad una goccia d'acqua entrando nel mare: perde i propri confini ma conserva la sua esistenza. Entrambi influenzati nel loro linguaggio jazz dal rock e dal pop pubblicano l'album ÒFalling from the skyÓ , registrato a NewYork nel settembre 2009 ed e' uscito per l'etichettaHyenas Records nel 2010. é in uscita il secondo lavoro con Ferenc Nemeth alla batteria.

Federico Casagrande/Chitarra Cristophe Panzani/Sassofono Ferenc Nemeth/Batteria

THE EMPTY BOTTLE MARKET (I)

The Empty Bottle Market è il desiderio di quattro musicisti di suonare in un ambito nuovo, anche rischioso, che li obblighi a mettersi in discussione ogni volta non c'è un leader, non c'è un solo compositore, ed è proprio evitando di cercare a tutti i costi una direzione che il gruppo acquista una propria personalità.
Tutti e quattro partecipano al repertorio, proponendo brani propri e lasciando che gli altri componenti del gruppo interpretino la musica secondo i loro gusti e le proprie attitudini. I colori si mescolano dando vita a tinte nuove anche per i musicisti stessi. C’è il mainstream, la musica popolare africana, il jazz di derivazione europea, il free-jazz e il rock. Lee Konitz, Kenny Wheeler, ma anche William Parker e Jason Moran.

Nicola Fazzini/Sax contralto Nicola Bottos/ Piano
Simone Serafini/Contrabbasso Klemens Marktl/Batteria

SAVERIO TASCA TRIO (I)

Il SaverioTascaTrio è una formazione dove l'interplay fa da padrone. I ritmi, le melodie e timbri vengono spesso usati come perno attorno al quale far gravitare le intuizioni e le personalità musicali degli interpreti, che senza soluzione di continuità “lanciano” proprie idee e “giocano” sulle altrui. Chi ascolta può entrare con l'immaginazione dalle tante porte lasciate aperte dai musicisti, e quasi come in un racconto fantastico si troverà a fronteggiare
situazioni frenetiche, si riposerà su un momento lirico, o resterà stupito di fronte ad una impronta di una musica sconosciuta - preistorica o futura? -. La
caratteristica più importante è l'estemporaneo arrangiamento dei brani durante il concerto, arrangiamento nel senso più umano e vitale del termine, di manipolazione gioiosa e creativa.Una storia dai mille colori, forse una favola, raccontata attorno al fuoco, dalla voce stanca e sognante di un cantastorie.

Saverio Tasca/vibrafono Giovanni Maier/contrabbasso
Franco Dal Monego/batteria

Venerdì 12 Agosto 2011
RAFFAELLO PARETI QUARTET (I)

Padronanza, libertà, semplicità, apertura: sono queste le parole chiave del tellurico quartetto ÒThe “Roar at the door”.Si tratta di un lavoro che vede il leader, Raffaello Pareti, allontanarsi dalle atmosfere mediterranee di “Circo” e “Maremma” per dar spazio alla sperimentazione di suoni e forme, con melodie ora suadenti e cinematiche, ora frammentate e urbane. Quattro musicisti tra i più interessanti e audaci della scena europea si cimentano in un repertorio semplice e diretto, mai banale, dando vita a un caleidoscopio di suoni e soluzioni timbriche, a un'anarchia ordinata di riffs e colori che affascina e trascina l'ascoltatore in un continuo gioco di rimandi. Energia pura che da vita a un lavoro dal filo narrativo coerente in cui i musicisti sanno osare, giocare, divertirsi

Francesco Bearzatti/sax ten e clarinetto Mauro Ottolini/trombone
Raffaello Pareti/contrabbasso Walter Paoli/batteria

YURI GOLOUBEV TRIO “YG-LITE”

Come compositore jazz Yuri ricorre spesso ai principi della composizione classica. Nella sua musica si Cavverte la volontà di uscire dalle forme tradizionali del jazz: come sostiene lui stesso, “il confine tra la musica classica contemporanea e il jazz è molto sottile”. Le complesse formule della composizione contemporanea (dall'applicazione delle regole dodecafoniche agli ampi sviluppi cui sottopone le sue linee melodiche) sono però utilizzate in maniera discreta, difficilmente avvertibile dall'ascoltatore e comunque
sempre concepite come mezzi al servizio delle idee musicali. Per quanto complessa possa essere la costruzione di un brano, quello che emerge è la comunicazione emotiva, la bellezza melodica e la capacità di coinvolgere. Il progetto YG-LITE sottolinea invece con il proprio nome le trame più leggere e facili da percepire del linguaggio jazz, ma allo stesso tempo sempre molto ricercate. In questo progetto Yuri Goloubev propone alcuni standard riarrangiati, come “All The Things You Are”, che Yuri ribattezza “What Kind Of Thing Are You?” e brani.

Yuri Goloubev/acoustic bass, composition
Roberto Olzer/piano - Asaf Sirkis/drums

ACHILLE SUCCI 
FRESH FROZEN
(I-UK-USA)

Con il progetto Fresch Frozen troviamo la più intima Cidentità di Succi, la sua volontà di espressione di un’idea precisa. Il dualismo tra passato (frozen) e presente (fresh) si manifesta in tutta la sua ambivalenza: scrittura eimprovvisazione sono
radicalizzate e rivendicate, tesi e antitesi di una sintesi che Succi persegue in ogni brano. Fresh Frozen non lascia spazio a concessioni melodiche, non transige su mollezze armoniche o formali. In molti dei brani si respira il rigore del pensiero e della scrittura contrappuntistica, ed emerge la severa costruzione della regola, del principio compositivo. Ma l’attimo dopo, ecco inevitabile l’immediata volontà di trasgredire, di uscire dal tracciato, di scongelare la materia. Mai però con l’aggressività “muscolare” del ribelle, ma con la lieve irriverenza dell’intelligenza, dell’ironia.

Venerdì 19 agosto 2011
DARIO CARNOVALE Trio (I)

Dario Carnovale pianista di origine siciliana,considerato uno dei migliori pianisti del Jazz italiano, virtuoso e vulcanico, con uno straordinario senso della liricitàcapace di incantare o di travolgere con un’energia musicale assolutamente fuori dal comune. Il suo ultimo disco “Exit for Three”, uscito il 4 dicembre2010 e prodotto dall’etichetta giapponese AlboreJazz ha rapidamente scalato le classifichedei dischi Jazz più venduti in tutto il Giappone. Vincitore nel 2010del premio come migliore solista dell’European Jazz Contest, vincitore con il suo trio del Barga Jazz Contest 2010 (il premio miglior solista è andato al batterista del Dario Carnovale Trio Luca Colussi) ; primo premio e premio del
pubblico nel 2008 sempre con il suo trio al concorso per nuovi talenti del Jazz italiano Chicco Bettinardi nella sezionegruppi. il Dario Carnovale Trio vanta una raffinatissima ritmica tutta friulana, con Luca Colussi alla batteria e Simone Serafini al Contrabbasso.

Dario Carnovale/Piano Simone Serafini/Contrabbasso Luca Colussi/Batteria

VL BIG BAND Plays Don Ellis (I)

La Villa Lagarina Big Band ripercorre parte della strada aperta dalla grande orchestra di Don Ellis sul finire degli anni sessanta, affrontando un repertorio inconsueto e particolarmente impegnativo per la presenza di ritmi dispari in 13/4, 5/4, 7/4.L’’energia e l’entusiasmo che la VLBB riesce ad infondere attraverso questo repertorio sono un tributo doveroso agli innovatori ed un omaggio a tutti i musicisti, che, come Don Ellis, dedicano la propria vita all'apertura di nuovi spazi e nuove visioni musicali.

Carlo Alberto Canevali: direzione Federico Robol, Angel Ballester: Flauto Massimo Zenatti, Adriano Corà: Clarinetto Adriano Corà, Lorenzo Sighel : Sax Alto Angel Ballester, Nicola Piras: Sax Tenore Nadia Rigotti: Sax Baritono Michele Tamanini, Luca Santini, Massimo Costa, Emilano Tamanini: TrombaFabrizio Carlin, Demetrio Bonvecchio : Trombone Silvano Brun: Chitarra Luca Olzer: Piano Mirko Pedrotti: Vibrafono Massimo Cristofolini: Basso Filip Milencovich: Batteria

FULVIO ALBANO QUARTET (I)

Il valore artistico di questo quartetto capitanato dal tenorista Fulvio Albano in collaborazione con il chitarrista Luigi Tessarollo risiede in un costante impegno di riattualizzazione dell'estetica del jazz classico dai primi anni quaranta ai primi anni sessanta. I quattro artisti riconosciuti tra i massimi esperti di questa musica rivolgono una particolare attenzione alle caratteristiche sonore del quartetto jazz improntato sul binomio sax tenore- chitarra, con arrangiamenti e interpretazioni che ne valorizzano appieno il sound raffinato e personale.

Fulvio Albano – sax tenore Luigi Tessarollo – chitarra Aldo Zunino- contrabbasso Alfred Kramer-batteria

 

 

 

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