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La persona è un essere di
suono e, da esseri umani, comunichiamo tra di
noi e con l'universo più vasto attraverso la
vibrazione del suono. Quest'ultimo diventa così
l'essenza del nostro essere collettivo. Tutti i
suoni riverberano di significato, ogni
vibrazione sonora produce un effetto e ogni
suono, legato ad ogni parola che pronunciamo, in
ogni sillaba, è connesso nello stesso tempo al
suo significato eterno, al suo riverbero eterno.
Il processo dell'improvvisazione musicale è una
forma d'interazione in tempo reale con la
struttura di un ambiente acustico, musicale,
formale, culturale, incarnato e localizzato.
L'interazione musicale non è passiva perché
genera struttura, la propria traccia sonora, che
diviene parte dello stesso ambiente interattivo
e viene percepita come ciò che contribuisce a
questo ambiente. La musica è conseguenza di un
ascolto attivo. L'ascoltatore, capace in tale
ruolo attivo, fa esplodere la categorie delle
esperienze che noi chiamiamo ascoltare musica,
perché consente a se stesso la libertà
improvvisativa di fissare ciascun momento o
ciascuna esperienza come musicale.
L'improvvisatore è sempre in ascolto,
l'ascoltatore è sempre in improvvisazione.
Il direttore artistico (Art-Director)
Carlo Alberto Canevali |
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Orari concerti |
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Via
Marconi
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I° set
21:00 - 21:45
II° set
22:00 - 22:45 |
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Piazza
della Chiesa |
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I° set
21:15 - 22:00
II° set
22:15 - 23:00 |
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Via Dante |
I°
set
21:30 - 22:15
II° set
22:30 - 23:15
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in collaborazione con

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Venerdì 15 Luglio 2011 |
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LEIBNIZ
(I)
L'esigenza
di trovare un momento di sintesi dei diversi sentieri
musicali attraversati nel corso di un multiforme
apprendistato è alla base del progettomusicale Leibniz.
All'interno di questo laboratorio,
negli ultimi sei anni, si è alimentata la ricerca del
batterista Nelide Bandello di un proprio punto di
equilibrio fra i linguaggi in precedenza metabolizzati.
La sua musica si contraddistingue per una
scrittura ricca di suspence, di interrogativi, che
talvolta evoca atmosfere investigative e fughe
poliziesche oppure indugia in contemplazioni dalle trame
dilatate ed oscure in un susseguirsi di scene quasi
cinematografico. Tenendo fermo l'approccio ad
un'improvvisazione spesso corale ed un linguaggio che
risente sia di orchestrazioni minimalistiche che di
libera improvvisazione e reminescenze rock, la
formazione intensifica il suono ed il livello energetico
delle esecuzioni , allontanandosi in parte dall'eredità
jazz degli esordi per muoversi in un territorio più
ambiguo a cavallo fra pop creativo e sperimentazioni
contemporanee.
Nelide Bandello/batteria Francesco
Bigoni/sax tenore, clarinetto
Giulio Corini/contrabbasso Pasquale Mirra /vibrafono
EnricoTerragnoli/chitarra el.podophono |
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MAURIZIO CAMARDI (I)
“Radiomondo”
Il
nuovo progetto Radiomondo di Maurizio Camardi evidenzia
già nel nome la forte propensione alla contaminazione
con atmosfere e sonorità prese a prestito da musiche di
varie parti del mondo. Un concetto non nuovo per il
musicista e compositore padovano che già nei precedenti
lavori aveva delineato la strada che qui prende
forma in maniera ancor più concreta. Radiomondo è una
finestra aperta a ritmi, melodie e timbri che ci portano
in un ideale viaggio dove la musica abbatte frontiere,
confini geografici e sonori. Il quartetto è un incontro
di grandi personalità. Una originale e solidissima
ritmica (Fariselli, Gallo, Gandhi) si innesta sul
particolare suono dei sassofoni e duduk di Camardi,
sempre più suggestivo e a suo agio anche nel suo
"strumentario etnico".
Radiomondo sviluppa una forte tensione spaziando tra
atmosfere talvolta allegre talvolta meditative, sempre
di grande coinvolgimento e impatto emotivo.
Maurizio Camardi/sassofoni, duduk,
flauti etnici Patrizio Fariselli/pianoforte Danilo
Gallo/contrabbasso U.T. Gandhi/batteria |
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ORGAN TRIO (I)
L'
OrganTrio è una formazione tipica del jazz performing
che trova la sua collocazione negli anni '50 grazie
principalmente al caposcuola Jimmy Smith; inizialmente
il repertorio era fortemente blues-based ma negli anni
successivi l'Organ Trio ha allargato i suoi orizzonti
anche verso il jazz modale (Larry Young), il funk e le
forme più attuali del jazz (D. Wall, M. Medesky, S Yahel).
La caratteristica principale di questa formazione è che
l'organo ricopre il ruolo del contrabbasso,
dell'accompagnamento e del solista.
II“Gorgazzini, Cramerotti, Pisetta Organ Trio” propone
materiale caratteristico della formazione in Organ Trio,
brani di Pat Martino, Wes Montgomery, Green Grant oltre
a composizioni originali traendo ispirazione sia dalle
radici blues che dalle meno datate atmosfere modali.
Roberto Gorgazzini/Organo Giuliano
Cramerotti/Chitarra Stefano Pisetta/Batteria |
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Venerdì 22 Luglio 2011 |
GODZILLA meets
DAVE TAYLOR (I-USA)
Il
sodalizio tra il batterista Carlo Alberto Canevali ed il
chitarrista Lorenzo Frizzera ha dato vita a Godzilla in
Wonderland, un progetto di ricerca musicale nell’ambito
dell’improvvisazione pura, all’insegna di una vera
libertà stilistica e di un atteggiamento ludico-creativo
che oscilla tra la tradizione di maestri come Derek
Bailey, Tony Oxley e
Han Bennink e un’attualizzazione della musica concreta,
realizzata tramite i laptops con cui entrambi i
musicisti registrano e manipolano in tempo reale le
proprie esecuzioni.La ricerca di Godzilla si sviluppa
anche attraverso l'incontro con magnifici esponenti
della musica jazz, che ne hanno fatto la storia, come il
trombonista newyorkese
Dave Taylor. Taylor ha suonato ai vertici della musica
mondiale affiancandosi a Miles Davis, Barbara Streisand,
Gil Evans, Yo Yo Ma Quincey Jones, Frank Sinatra, Aretha
Franklin e molti altri ancora. La musica del trio è
l'espressione dell'interazione in tempo reale di tre
forti identità con l'ambiente che le determina e da cui
è determinato. Un evento unico.
Dave Taylor/Sax Lorenzo Frizzera/Chitarra
Carlo Alberto Canevali/Batteria |
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ERIC BOEREN QUARTET (NL)
Il
quartetto di Eric Boeren inizia basandosi sulla musica
di Ornette Coleman. Il repertorio è stato ampliato negli
anni introducendo brani originali di Boeren. La
formazione del quartetto è la stessa di Ornette Coleman
dei primi anni sessanta ma, la grande differenza tra i
due quartetti è il modo in cui il materiale musicale
viene trattato. Mentre con Ornette Coleman i solisti
solitamente si alternano, con Boeren i quattro musicisti
condividono assieme lo spazio improvvisativo. È una
visione collettiva all'interno della quale i musicisti
hanno lo spazio improvvisativo per espandere
ulteriormente le forme musicali.
Il materiale esistente suggerisce la personalità e la
direzione delle improvvisazioni. Le composizioni di
Boeren affondano invece profondamente nella tradizione
jazz e blues e sono caratterizzate da melodie forti,
saltellanti, in tonalità spesso inusuali.
Eric Boeren /cornet Michael Moore
/alto saxophone / clarinets Wilbert de Joode /bass Han
Bennink/percussion |
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ENTEN ELLER (I-RA)
Tra
le formazioni italiane attualmente sulla scena musicale,
il quartetto Enten Eller è una delle più stabili e nel
corso dei suoi ventitre anni di attività ha maturato una
fisionomia sempre meglio definita, in cui diversi
ingredienti si integrano con vitalità. In primo luogo
scrittura e improvvisazione, che cercano equilibri e
costanti stimoli reciproci... Poi l'alternanza tra
momenti lirico-cameristici, dove l'attenzione è al
timbro e alle tessiture, ed episodi dalla ritmica
marcata, in cui si avvertono le influenze delle
avanguardie nere americane o del rock progressivo degli
anni Settanta. Le quattro personalità coinvolte, pur
essendo voci solistiche di valore, cercano soprattutto
un sound di gruppo.. Enten Eller è stato votato come
terza miglior formazione italiana riconoscimento
attribuito dalla (Top Ten 2001 e nel 2010 ) della
rivista Musica Jazz.
Alberto Mandarini/ Tromba, Achille
Succi/Sax Alto, Maurizio Brunod/Chitarra, Giovanni Maier/
Contrabbasso, Massimo Barbiero/ Batteria |
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Venerdì 29 Luglio 2011 |
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KLAN.G (I)

Il cosiddetto punto del Dr. Grafenberg
(il punto g) è un area particolarmente sensibile situata
dietro la parete frontale della vagina, fra la zona
posteriore dell'osso pubico e la cervice. Partendo
quindi da questa considerazione, negli anni '90, durante
un estenuante viaggio in treno, tre musicisti decisero
di fondare il 'clan del punto G', klan.g.…. ovvero
'suono' in tedesco. Decisero di dedicarsi alla libera
improvvisazione usando prevalentemente strumenti
elettro-acustici ed elettronici, o più precisamente
qualunque cosa emettesse un suono. Stimolandosi
reciprocamente il punto-G-sonoro durante le sedute di
improvvisazione KLAN.G cominciò a prendere forma.
Abbracciata anche la performance multimediale gli
esperimenti continuarono con il sodalizio tra KLAN.G e
Claudio Sichel, inventore della Tv Organica. KLAN.G ha
da poco registrato il primo cd ufficiale dal titolo "Resonance
Surfers" per nBn records.
Alessandro Fedrigo/acoustic bass
guitar/effects Alfonso Santimone/laptop/korg ms 10)
Claudio Sichel/Performance Multimediale |
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FEDERICA BACCAGLINI QUARTET
Il
quartetto di Federica Baccaglini è un mondo sonoro
emozionante e ricco di sfumature. Protagonista è il jazz
della cantante rodigina Federica Baccaglini, già nota
nel panorama
soul e gospel italiano, con una voce che condensa e
restituisce tutte le sfumature legate alla black
music. Il quartetto, riarrangiando brani del repertorio
jazz classico e anche brani di autori più “inesplorati”
e contemporanei, e brani originali, propone una musica
che ricerca e celebra varie sfumature del jazz: la sua
storia, le possibilità timbriche, il ritmo e le parole..
È da poco uscito il loro primo lavoro discografico “DAYDREAMS”.
Federica Baccaglini/voce Michele
Francesconi/pianoforte
Paolo Ghetti/contrabbasso Gianluca Nanni/batteria |
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3IO (I)
Formatosi
nel 2007 questo trio emergente segue fin da subito
l'approccio meno convenzionale della musica jazz:
lavorare in sinergia senza ruoli predominanti è il
concetto base di questo gruppo. La musica è composta da
3iO per 3iO e la sua esecuzione riflette la personalità
distinta di questa band.Il repertorio interamente
originale richiama sonorità prettamente Europee con
momenti di energia ed
arrangiamenti complessi.L'apprezzamento da parte del
pubblico ha aiutato il gruppo a confermare la propria
voce, soprattutto da parte di quello meno familiare con
il genere jazz.
Richard Maggioni/Piano - Juan Miguel
Moretti/Contrabbasso
Matteo Giordani/Batteria |
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Venerdì 05 Agosto 2011 |
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THE DROPS (I-USA)
Christophe
Panzani e Federico Casagrande iniziano a lavorare al
progetto ÒThe DropsÓ alla fine del 2008 a Parigi. Dopo
aver a lungo collaborato in diversi gruppi hanno sentito
il bisogno di convogliare le energie in un loro
progetto. Il nome del gruppo e' un simbolo della
co-esistenza in ogni
essere umano dell'individualita' e al tempo stesso dell'
appartenza ad un unico flusso cosmico. La stessa cosa
che succede ad una goccia d'acqua entrando nel mare:
perde i propri confini ma conserva la sua esistenza.
Entrambi influenzati nel loro linguaggio jazz dal rock e
dal pop pubblicano l'album ÒFalling from the skyÓ ,
registrato a NewYork nel settembre 2009 ed e' uscito per
l'etichettaHyenas Records nel 2010. é in uscita il
secondo lavoro con Ferenc Nemeth alla batteria.
Federico Casagrande/Chitarra Cristophe
Panzani/Sassofono Ferenc Nemeth/Batteria |
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THE EMPTY BOTTLE MARKET (I)
The
Empty Bottle Market è il desiderio di quattro musicisti
di suonare in un ambito nuovo, anche rischioso, che li
obblighi a mettersi in discussione ogni volta non c'è un
leader, non c'è un solo compositore, ed è proprio
evitando di cercare a tutti i costi una direzione che il
gruppo acquista una propria personalità.
Tutti e quattro partecipano al repertorio, proponendo
brani propri e lasciando che gli altri componenti del
gruppo interpretino la musica secondo i loro gusti e le
proprie attitudini. I colori si mescolano dando vita a
tinte nuove anche per i musicisti stessi. C’è il
mainstream, la musica popolare africana, il jazz di
derivazione europea, il free-jazz e il rock. Lee Konitz,
Kenny Wheeler, ma anche William Parker e Jason Moran.
Nicola Fazzini/Sax contralto Nicola
Bottos/ Piano
Simone Serafini/Contrabbasso Klemens Marktl/Batteria |
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SAVERIO TASCA TRIO (I)
Il
SaverioTascaTrio è una formazione dove l'interplay fa da
padrone. I ritmi, le melodie e timbri vengono spesso
usati come perno attorno al quale far gravitare le
intuizioni e le personalità musicali degli interpreti,
che senza soluzione di continuità “lanciano” proprie
idee e “giocano” sulle altrui. Chi ascolta può entrare
con l'immaginazione dalle tante porte lasciate aperte
dai musicisti, e quasi come in un racconto fantastico si
troverà a fronteggiare
situazioni frenetiche, si riposerà su un momento lirico,
o resterà stupito di fronte ad una impronta di una
musica sconosciuta - preistorica o futura? -. La
caratteristica più importante è l'estemporaneo
arrangiamento dei brani durante il concerto,
arrangiamento nel senso più umano e vitale del termine,
di manipolazione gioiosa e creativa.Una storia dai mille
colori, forse una favola, raccontata attorno al fuoco,
dalla voce stanca e sognante di un cantastorie.
Saverio Tasca/vibrafono Giovanni Maier/contrabbasso
Franco Dal Monego/batteria |
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Venerdì 12 Agosto 2011 |
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RAFFAELLO PARETI QUARTET
(I)
Padronanza,
libertà, semplicità, apertura: sono queste le parole
chiave del tellurico quartetto ÒThe “Roar at the door”.Si
tratta di un lavoro che vede il leader, Raffaello
Pareti, allontanarsi dalle atmosfere mediterranee di
“Circo” e “Maremma” per dar spazio alla sperimentazione
di suoni e forme, con melodie ora suadenti e
cinematiche, ora frammentate e urbane. Quattro musicisti
tra i più interessanti e audaci della scena europea si
cimentano in un repertorio semplice e diretto, mai
banale, dando vita a un caleidoscopio di suoni e
soluzioni timbriche, a un'anarchia ordinata di riffs e
colori che affascina e trascina l'ascoltatore in un
continuo gioco di rimandi. Energia pura che da vita a un
lavoro dal filo narrativo coerente in cui i musicisti
sanno osare, giocare, divertirsi
Francesco Bearzatti/sax ten e
clarinetto Mauro Ottolini/trombone
Raffaello Pareti/contrabbasso Walter Paoli/batteria |
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YURI GOLOUBEV TRIO “YG-LITE”
Come
compositore jazz Yuri ricorre spesso ai principi della
composizione classica. Nella sua musica si Cavverte la
volontà di uscire dalle forme tradizionali del jazz:
come sostiene lui stesso, “il confine tra la musica
classica contemporanea e il jazz è molto sottile”. Le
complesse formule della composizione contemporanea
(dall'applicazione delle regole dodecafoniche agli ampi
sviluppi cui sottopone le sue linee melodiche) sono però
utilizzate in maniera discreta, difficilmente
avvertibile dall'ascoltatore e comunque
sempre concepite come mezzi al servizio delle idee
musicali. Per quanto complessa possa essere la
costruzione di un brano, quello che emerge è la
comunicazione emotiva, la bellezza melodica e la
capacità di coinvolgere. Il progetto YG-LITE sottolinea
invece con il proprio nome le trame più leggere e facili
da percepire del linguaggio jazz, ma allo stesso tempo
sempre molto ricercate. In questo progetto Yuri Goloubev
propone alcuni standard riarrangiati, come “All The
Things You Are”, che Yuri ribattezza “What Kind Of Thing
Are You?” e brani.
Yuri Goloubev/acoustic bass,
composition
Roberto Olzer/piano - Asaf Sirkis/drums |
ACHILLE SUCCI
FRESH FROZEN (I-UK-USA)

Con il progetto Fresch Frozen troviamo
la più intima Cidentità di Succi, la sua volontà di
espressione di un’idea precisa. Il dualismo tra passato
(frozen) e presente (fresh) si manifesta in tutta la sua
ambivalenza: scrittura eimprovvisazione sono
radicalizzate e rivendicate, tesi e antitesi di una
sintesi che Succi persegue in ogni brano. Fresh Frozen
non lascia spazio a concessioni melodiche, non transige
su mollezze armoniche o formali. In molti dei brani si
respira il rigore del pensiero e della scrittura
contrappuntistica, ed emerge la severa costruzione della
regola, del principio compositivo. Ma l’attimo dopo,
ecco inevitabile l’immediata volontà di trasgredire, di
uscire dal tracciato, di scongelare la materia. Mai però
con l’aggressività “muscolare” del ribelle, ma con la
lieve irriverenza dell’intelligenza, dell’ironia. |
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Venerdì 19 agosto 2011 |
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DARIO CARNOVALE Trio (I)
Dario
Carnovale pianista di origine siciliana,considerato uno
dei migliori pianisti del Jazz italiano, virtuoso e
vulcanico, con uno straordinario senso della
liricitàcapace di incantare o di travolgere con
un’energia musicale assolutamente fuori dal comune. Il
suo ultimo disco “Exit for Three”, uscito il 4
dicembre2010 e prodotto dall’etichetta giapponese
AlboreJazz ha rapidamente scalato le classifichedei
dischi Jazz più venduti in tutto il Giappone. Vincitore
nel 2010del premio come migliore solista dell’European
Jazz Contest, vincitore con il suo trio del Barga Jazz
Contest 2010 (il premio miglior solista è andato al
batterista del Dario Carnovale Trio Luca Colussi) ;
primo premio e premio del
pubblico nel 2008 sempre con il suo trio al concorso per
nuovi talenti del Jazz italiano Chicco Bettinardi nella
sezionegruppi. il Dario Carnovale Trio vanta una
raffinatissima ritmica tutta friulana, con Luca Colussi
alla batteria e Simone Serafini al Contrabbasso.
Dario Carnovale/Piano Simone
Serafini/Contrabbasso Luca Colussi/Batteria |
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VL BIG BAND Plays Don Ellis
(I)

La Villa Lagarina Big Band ripercorre
parte della strada aperta dalla grande orchestra di Don
Ellis sul finire degli anni sessanta, affrontando un
repertorio inconsueto e particolarmente impegnativo per
la presenza di ritmi dispari in 13/4, 5/4,
7/4.L’’energia e l’entusiasmo che la VLBB riesce ad
infondere attraverso questo repertorio sono un tributo
doveroso agli innovatori ed un omaggio a tutti i
musicisti, che, come Don Ellis, dedicano la propria vita
all'apertura di nuovi spazi e nuove visioni musicali.
Carlo Alberto Canevali: direzione
Federico Robol, Angel Ballester: Flauto Massimo Zenatti,
Adriano Corà: Clarinetto Adriano Corà, Lorenzo Sighel :
Sax Alto Angel Ballester, Nicola Piras: Sax Tenore Nadia
Rigotti: Sax Baritono Michele Tamanini, Luca Santini,
Massimo Costa, Emilano Tamanini: TrombaFabrizio Carlin,
Demetrio Bonvecchio : Trombone Silvano Brun: Chitarra
Luca Olzer: Piano Mirko Pedrotti: Vibrafono Massimo
Cristofolini: Basso Filip Milencovich: Batteria |
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FULVIO ALBANO QUARTET (I)
Il
valore artistico di questo quartetto capitanato dal
tenorista Fulvio Albano in collaborazione con il
chitarrista Luigi Tessarollo risiede in un costante
impegno di riattualizzazione dell'estetica del jazz
classico dai primi anni quaranta ai primi anni sessanta.
I quattro artisti riconosciuti tra i massimi esperti di
questa musica rivolgono una particolare attenzione alle
caratteristiche sonore del quartetto jazz improntato sul
binomio sax tenore- chitarra, con arrangiamenti e
interpretazioni che ne valorizzano appieno il sound
raffinato e personale.
Fulvio Albano – sax tenore Luigi
Tessarollo – chitarra Aldo Zunino- contrabbasso Alfred
Kramer-batteria |
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