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Orari concerti
Via
Marconi
I° set 21:00 - 21:45
II° set 22:00 - 22:45
Piazza
della Chiesa
I° set 21:15 - 22:00
II° set 22:15 - 23:00
Via Dante
I°
set 21:30 - 22:15
II° set 22:30 - 23:15
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Concerti 2008
4
luglio
Conduction 3
Via Marconi
Plunge
Piazza della Chiesa
Fabio Petretti Trio
Via Dante
11 luglio
Ar–Men Trio
Via Marconi
Alberto Marsico Organ Logistics
Via Dante
18 luglio
OL3
Via Marconi
Ottovolante
Piazza della Chiesa
Barbara Casini Trio: omaggio a Gil
Via Dante
25 luglio
Trem Azul
Via Marconi
Paolo Ghetti T.R. Quartet
Piazza della Chiesa
Silvia Donati plus Standhard Trio
Via Dante
1
agosto
Jazz Organizer
Via Marconi
Recital Trio
Piazza della Chiesa
XL Target
Via Dante
8 agosto
Hiko Jung Trio
Via Marconi
Tree
Piazza della Chiesa
Alessia Obino Quartet
Via Dante
15 Agosto
Kyle Gregory Island Quartet
Via Marconi
Stefano Battaglia Theatrum Trio
Piazza della Chiesa
Stefano Bedetti Trio
Via Dante
22 agosto
Trotronic
Via Marconi
Eliot Zigmund Trio: Matt’s Delight
Piazza della Chiesa
VL Big Band
Via Dante
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in collaborazione con

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Venerdì 4 luglio 2008 |
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Conduction 3
Achille Succi : sax contralto, clarinetto
basso
Yuri Goloubev : contrabbasso
Carlo Alberto Canevali : batteria
Conduction
è un
termine esplicativo di un modo di
dirigere organici di ampie dimensioni, nel quale la
gestualità ricopre un ruolo determinante, in grado di
alimentare una musica che non è mai uguale a se stessa e
Conduction 3 è ricerca della sostanza e della forma
espressiva attraverso la manipolazione di materiale
scritto e l’improvvisazione totale, intesa come
composizione estemporanea. Questo termine è usato con
intenzione, perché anche quando il trio improvvisa
liberamente, si evidenziano molteplici punti di
riferimento strutturale in grado di dare forma precisa
al brano. Non si tratta di abbandono sconsiderato ma di
interazione consapevole, frutto anche di una sapiente
gestualità.
Plunge
Andreas Andersson : sax baritono
Mattias Hjorth : contrabbasso
Peter Nilsson : batteria
Plunge è un giovane trio svedese che
propone una combinazione di musica scritta e
improvvisazione totale, intesa come composizione
spontanea. Il termine composizione spontanea è usato con
intenzione, perché mentre Plunge improvvisa liberamente,
si evidenziano molteplici punti di riferimento
strutturale in grado di dare forma precisa al brano. Non
si tratta di abbandono sconsiderato ma di interazione
consapevole. La musica di Plunge attraversa un vasto
territorio stilistico, tuttavia rimane per lo più lirica
ed in costante tensione verso un terreno comune dove i
tre musicisti possano incontrarsi e la musica possa
fluire liberamene attraverso nuove composizioni
ritmico-melodiche. Plunge è un collettivo autentico,
dove ogni componente agisce/reagisce intelligentemente a
supporto delle idee musicali in essere in un dato
momento, senza abbandonarsi ad individualismi.
Musica sorprendentemente accessibile,
anche nei momenti più estremi, quella di Plunge,
chiaramente teso a creare qualcosa dal nulla. Mentre
molti musicisti free sono rivolti ad evidenziare
spigolosità, Plunge guarda agli angoli più rotondi e
morbidi della musica improvvisata. Per coloro che
pensano che il free jazz sia estremo, “troppo fuori”,
Plunge dimostra il contrario e cioè, che è possible
suonare musica totalmente destrutturata mantenendo un
senso di ordine e sviluppo.
Fabio Petretti trio feat. Massimo Manzi
Fabio Petretti : sassofono
Paolo Ghetti : contrabbasso
Massimo Manzi : batteria
“The Song is Ended…” aveva scritto al
calare degli anni venti Irving Berlin, la canzone è
finita, un senso di conclusione che non è epilogo
drammatico, perché il rinfrancante sottotitolo, “But the
Melody Lingers On” (ma la melodia sopravvivrà) ci
suggerisce che non è con la Fine che abbiamo a che fare,
ma tutto al più con la nostalgia, rievocata dai motivi
delle vecchie canzoni che non smettono mai di
riecheggiare. Nostalgia, nella nostra prospettiva, del
musicista di jazz che si volge verso il proprio passato
e scopre che esso è ormai diventato Storia; una breve
epopea scandita (anche) da quelle melodie immortali, da
quei classici, denominati appunto standard. Riletti,
riarrangiati e in qualche caso quasi riscritti da un
affiatato TRIO di eccellenti jazzmen.
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Venerdì 11 luglio 2008 |
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Ar-Men Trio plus Robert Friedl (Italia – Austria)
Robert Friedl : sassofoni
Roberto Gemo : chitarre
Alessndro Fedrigo : basso acustico
Carlo Alberto Canevali : percussioni
Il nome del gruppo è ispirato dal più
leggendario tra i fari della Bretagna, e quindi da mari
calmissimi e tempeste infinite, da grandi maree che
coprono e rivestono le cose in un continuo mutare. La
sensibilità del trio attinge a questi elementi naturali
cercando di scoprire i colori di un tessuto musicale
basato sull’interplay e su un’attenta cura del suono, in
cui le linee tematiche sono sviluppate a lungo e con
chiarezza. Il mondo musicale di Ar Men Trio è un
assemblaggio di esperienze diverse in cui si mescolano
qualità e caratteri di una molteplicità infinita, tra
fingerstyle popolare, armonie classiche, improvvisazioni
jazzistiche per una musica contaminata in generale.
L’utilizzo “melodico” delle percussioni e del basso
porta ad un reale scambio di linguaggio che rifugge lo
schema solista-base ritmica. Ospite illustre del trio,
il sassofonista Austriaco Robert Friedl.
Alberto Marsico Organ Logistics
ALBERTO MARSICO : organo Hammond
DIEGO BOROTTI : sax tenore, contralto e
soprano
LORENZO FRIZZERA : chitarra
Max Furian : batteria
L’organo Hammond è un organo elettrico
progettato e costruito da Laurens Hammond nell’aprile
1935 e nonostante fosse in origine destinato alle chiese
in alternativa ai più costosi organi a canne, trovò
largo utilizzo nel jazz. Jimmy Smith, soprannominato
"The Incredible Jimmy Smith", fu un musicista le cui
esibizioni con l'organo elettrico Hammond B3 resero
popolare questo strumento. Qui, Alberto Marsico si
presenta con il suo primo progetto da solista insieme a
tre grandi musicisti italiani, per una performance di
sicuro impatto sia per la qualità delle composizioni
originali e la bellezza delle songs scelte, molto note
fra i grandi classici del jazz, sia per la grande forza
comunicativa ed intesa dei quattro musicisti.
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Venerdì 18 luglio 2008 |
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OL3
Federico Casagrande : guitar
Stefano Senni : bass
Ferenc Nemeth : drums
Federico Casagrande si è formato alla
Berklee School of Music ed ha affinato, malgrado la
giovanissima età, uno stile personale dal fraseggio
sciolto e lineare, rifacendosi a musicisti degli anni
'40 e '50 come Lennie Tristano. Il suo linguaggio
musicale ed i suoi accordi sono molto complessi ed
avanzati, ispirato molto anche da artisti come Ben
Monder. Il suo trio, OL3, presenta tutte composizioni
originali. I brani sono caratterizzati da una continua
ricerca armonica, a tratti ardita ma pur sempre al
servizio della melodia.Ogni pagina musicale e' in
qualche modo collegata ad un' emozione, prima vissuta e
poi concettualizzata. La scelta del trio per dare voce a
questa musica e' dovuta alla flessibilita' creativa che
permette questo tipo di formazione. Il gruppo si e'
esibito in festival e club in tutta Europa e nel
dicembre 2007 ha registrato il suo primo lavoro
discografico sponsorizzato dal Montreux Jazz Festival.
Ottovolante
Mauro "Otto"Ottolini
Davide Ghidoni : tromba
Paolo de Giuli : tromba
Daniele D'Agaro : clarinetto e sax tenore
Helga Plankensteiner : sax baritono
Stefano Menato : sax tenore
Peter Cazzanelli : trombone basso
Beppe Clamosca : trombone
Michael Losch : pianoforte
Stefano Senni : contrabbasso
Paolo Mappa : batteria
Uno dei primi esperimenti di varietà, fu
una sorta di trasmissione, gioco a premi intitolata
"Ottovolante" allestita dal grande regista e autore
Antonello Falqui.
Questa fu la scintilla che fece scattare
una collaborazione tra Garinei e Giovannini, Antonello
Falqui e Guido Sacerdote, dando vita alla canzone
spettacolo messa in "telescena" nello stile del musical
di Broadway. "Canzonissima", "Giardino d'inverno",
"Studio 1", sono alcune delle loro produzioni
televisive.
"Ottovolante" di Mauro Ottolini è un
omaggio a Garinei e Giovannini che per primi portarono
la grande musica, la grande orchestra, i grandi autori,
le grandi voci, i grandi personaggi nel piccolo schermo,
dando notorietà e visibilità all'arte e agli artisti
"puri", lontani dalla televisione di oggi. Per ritrovare
quella magia dovremmo poter tornare indietro nel tempo,
alla nostra infanzia, a quando giocavamo
sull'ottovolante!
Barbara Casini Trio : omaggio a Gil
BARBARA CASINI : canto, percussione
BEPPE FORNAROLI : chitarra, canto
SANDRO GIBELLINI : chitarra
Il trio, attivo ormai da diversi anni, si
è sempre distinto per l’impostazione monografica dei
suoi concerti, in particolare nell’ambito della musica
brasiliana d’autore.
In questo spettacolo i tre musicisti
presentano il loro nuovo lavoro, un omaggio a Gilberto
Gil, personaggio molto popolare ma del quale forse si
tende ad apprezzare più l’aspetto commerciale di facile
ascolto e di grande comunicazione che il suo
originalissimo genio musicale. Casini, Fornaroli e
Gibellini hanno raccolto una serie di brani, dei veri
gioielli un po’ nascosti, finalmente posti nel giusto
risalto, che mettono in luce le doti compositive di
questo artista, profondamente radicato in una tradizione
reinterpretata e mantenuta viva e aperta a feconde
contaminazioni e con un legame indissolubile con
l’Africa.
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Venerdì 25 luglio 2008 |
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Trem Azul
Alessia Martegiani : voce
Massimiliano Coclite : tastiere
Bruno Marcozzi : percussioni
Il progetto Trem Azul nasce come
laboratorio di studio e sperimentazione di forme
musicali che, partendo dalla musica brasiliana, si
contaminano via via con altri stili e sonorità. Il
percorso, dalla bossa nova al samba cançao, dal jazz
elettrico al tropicalismo, sfocia in un disco di brani
originali che viene pubblicato nel 2006 dalla Wide Sound
e scelto dalla Egea per la sua distribuzione , che si
chiama “Trem Azul”. I Trem Azul si sono esibiti in
importanti festival e jazz club collaborando di volta in
volta con importanti musicisti del panorama jazzistico
nazionale come Stefano “Cocco” Cantini, Fabrizio
Mandolini, Fabrizio Bosso, Luca Bulgarelli, Maurizio
Rolli...
Silvia Donati plus Standhard Trio
Silvia Donati : voce
Alfonso Santimone : pianoforte
Alessandro Fedrigo : basso
acustico/effetti
Gianni Bertoncini : batteria
Un viaggio tra jazz post-bop
,improvvisazione e gusto per la sperimentazione dove il
suono risulta caldo ma non accattivante, partecipe ma
non ruffiano e a partire dalla voce di Silvia Donati è,
di volta in volta, graffiante, sopra le righe nei
momenti più aperti e liberi, calibrato e misurato, forte
ed espressivo. Il gruppo rischia, gioca divertendosi, e
mantiene l’obiettivo principale in una performance
particolare, personale, capace di creare suoni, impasti
inusuali, effetti elettronici che diano una risposta ad
un impulso espressivo avvolgente nel libero sfogo delle
personalità musicali dei quattro musicisti.
Paolo Ghetti T.R. Quartet
Fabio Petretti : Sassofono Tenore
Alessandro Di Puccio : Vibrafono
Paolo Ghetti : Contrabbasso
Alessandro Fabbri : Batteria
Paolo Ghetti, versatile contrabbassista,
bassista e compositore, è a capo di questa recente
formazione strumentale, frutto dell’incontro tra
interpreti di provenienza tosco-romagnola, tutti con
un lungo percorso musico-professionale di alta qualità
alle spalle. La scelta di unire il timbro di questi
quattro strumenti non è dovuta al caso, ma ad una
ricerca sonora che tende ad amplificare la componente
ritmica delle composizioni e degli arrangiamenti di
Ghetti, soprattutto attraverso l’uso del vibrafono. Il
quartetto si muove tra suggestioni melodico-armoniche di
un ensemble cameristico e dinamiche ritmiche di
derivazione jazzistica, passando dal suono rarefatto e
armonioso di alcuni momenti ai climi più gioiosi e
solari di certi brani. L’alternanza di brani originali
a standards arrangiati su misura per questo gruppo,
insieme a grandi dinamiche sonore restituiscono
all’ascolto un sapore fresco ed estremamente piacevole.
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Venerdì 1 agosto 2008 |
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XL Target
Christy Doran : chitarre
KJ Dave Doran : batteria, samples
Suoni e campionamenti per un drum n’ bass
di assoluta classe ed intelligenza. Il batterista KJ
Dave Doran fonde nel suo nuovo progetto jungle drum
sperimentale con ambient jazz. Nel processo creativo
dello svolgimento musicale non emerge un freddo suono
sintetico privo di potere emozionale, ma una sorta di
futuristico groove urbano. Sono totalmente aboliti i
confini di genere in favore di una fusione totale, in
brani di grande “tiro”, spesso caratterizzati da alte
velocità metronomiche. Assieme a Dave c’è il fratello
chitarrista Christy Doran, per un progetto pieno di
ritmo ed energia, al momento uno dei più incredibili ed
imperdibili LIVE trip-hop party-sound della nuova
generazione.
Jazz Organizer
Gisella Ferrarin : voce
Gigi Grata : trombone, tromba
Fiorenzo Zeni : sax tenore
Luciano Poli : chitarra
Roberto Gorgazzini : organo Hammond
Stefano Pisetta : batteria
Provenienti da esperienze diverse,
talvolta condivise, Roberto Gorgazzini, Gigi Grata,
Fiorenzo Zeni, Luciano Poli, Stefano Pisetta e la
cantante Gisella Ferrarin, hanno dato vita a questo
progetto basato su sonorità caratteristiche della
formazione “organ trio” (organo chitarra e batteria)
classica degli anni cinquanta (senza l’impiego del
contrabbasso, funzione questa lasciata all’organo).
Il tutto è iniziato nel marzo 2007 con
una performance teatrale multimediale dove la formazione
- all’epoca un quartetto - ha commentato musicalmente
la riproduzione grafica del film “Il falcone maltese”,
cult noire degli anni ’50. Da qui l’idea del progetto
“Jazz Organizer” con la creazione di un repertorio
costituito da brani originali composti da alcuni
musicisti del gruppo e l’integrazione di due nuovi
elementi; il chitarrista Luciano Poli e la cantante
Gisella Ferrarin. Jazz Organizer presenterà il
repertorio contenuto nel cd “Internos” registrato nel
novembre 2007 per Cat Sound’s Record.
Recital Trio
Michele Francesconi : pianoforte
Paolo Ghetti : contrabbasso
Carlo Alberto Canevali : batteria
Il repertorio di questo trio è
composto da brani originali di musicisti italiani
emergenti, tra gli altri Mauro Negri e Stefano De Bonis.
Un invito, chiaro e determinato, "a credere sempre di
più nell'inventiva compositiva dei jazzisti italiani",
come afferma il pianista, Michele Francesconi, nel
presentare la formazione. Da questo il nome del
progetto: Recital, appunto. Un programma pensato e
diretto per inquadrare e mettere a fuoco la pratica
della composizione, per dare valore allo spirito e
all'inventiva degli autori scelti. Il materiale, vario
per provenienza, assume una identità propria e personale
nell'ispirazione e nel lavoro di arrangiamento del trio.
Attraverso l'originale percorso, il Trio mette in
evidenza le capacità interpretative di Francesconi,
Ghetti e Canevali: tre musicisti esperti, protagonisti
di importanti collaborazioni a livello italiano ed
internazionale. Tre musicisti naturalmente disposti alla
contaminazione dei linguaggi e in grado di sintetizzare,
nelle improvvisazioni, le proprie esperienza musicali e
le nuove strade del jazz.
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Venerdì 8 agosto 2008 |
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Alessia Obino Quartet
Alessia Obino : voce
Daniele Santimone : chitarra
Alessandro Fedrigo : basso
Carlo Alberto Canevali : batteria
Alessia Obino è una giovane cantante che
nel panorama italiano si sta guadagnando il giusto
spazio e riconoscimento, quale frutto di un lungo lavoro
di ricerca, sperimentazione e studio. Grazie all’apporto
creativo e alla generosità dei tre musicisti con i quali
condivide il palco, Alessia Obino si presenta con una
formazione nella quale si identifica pienamente,
sintetizzando tutte le esperienze maturate fino ad ora
in diversi ambiti musicali, non ultimo passando
attraverso la scrittura di squisiti brani originali. Il
repertorio del quartetto di Alessia Obino ha preso forma
quasi autonomamente, raggruppando brani originali e
composizioni degli autori che Alessia predilige (T. Monk,
C. Mingus, B. Powell, B. Frisell ecc..), il tutto
reinterpretato con quella libertà che permette ad ogni
singolo componente del gruppo di esprimersi in modo
personale e creativo.
Tree
Samuel Rohrer : batteria/composizioni
Claudio Puntin : clarinetto/clarinetto
basso
Peter Herbert : contrabbasso
La musica dei Tree di Samuel Rohrer
riassume a meraviglia i caratteri di un jazz europeo che
vive sempre più di luce propria. Le composizioni del
leader incorporano il ritmo frenetico del nostro tempo
ma anche la serena compostezza della musica da camera,
attingendo dal folklore dell’est come dall’estetica del
pop e del rock. Un flusso sonoro in cui si riconosce la
transizione tra i vari stati della materia: solido (groove
coinvolgente e melodia orecchiabile), liquido
(spontaneità e libera pulsazione) e gassoso (poetica del
suono, trascendenza). Nella sua ricerca d’insieme,
questo trio mantiene un apprezzabile equilibrio tra
libertà e rispetto della struttura, consapevolezza e
giocosa sensualità.
Heiko Jung Trio
Hiko Jung : batteria
Lorenzo Frizzera : chitarra
Peter Klinke : contrabbasso
Un trio nuovissimo che si spinge su
territori di un jazz assolutamente contemporaneo, fatto
di composizioni originali alla ricerca di un’identità
che se si ispira alla tradizione del “guitar trio” allo
stesso tempo tende ad una azione in grado di
trascenderla. Heiko Jung, giovane ed emergente
batterista di Dresda, enfatizza molto l’intreccio e la
ricerca di nuove tessiture su brani che si muovono in
equilibrio tra forma scritta e improvvisata. Il sound
del trio è completato dal lucido fraseggio del
chitarrista italiano Lorenzo Frizzera e dalla solida
esperienza del contrabbassista berlinese Peter Klinke,
ricca di riferimenti stilistici.
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Venerdì 15 agosto 2008 |
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Stefano Battaglia Theatrum Trio
Stefano Battaglia : pianoforte
Roberto Bartoli : contrabbasso
Carlo Alberto Canevali : batteria
Dotato di lucidità tecnica superiore,
Stefano Battaglia ha cercato e stabilito con la sua
ritmica un contatto speciale in cui da un lato si
avverte l'incredibile plasticità e flessibilità musicale
senza confini stilistici, dall'altra la pregnanza e lo
spessore delle singole individualità che si illuminano
vicendevolmente. Battaglia ha realizzato in questi anni,
grazie a coraggiose e precise scelte estetiche, un
corpus musicale che risulta ormai, nel mondo della
musica improvvisata e al di là di qualsiasi limite di
territorio e linguaggio, fra i più intensi dell'ultimo
decennio. L'introspezione e la profondità espressiva non
privano la musica di Battaglia di comunicativa. Il
nucleo generatore del suo linguaggio è strettamente
collegato alla melodia, spesso associato ad altri
parametri in un complesso gioco d'intarsi. Così,
Battaglia e i suoi compagni possono trascorrere
attraverso le varie stagioni della tradizione jazzistica
traendo da ciascuna, senza che questo comporti una
identificazione totale, ciò che loro interessa
maggiormente: la vitalità ritmica del bop, le finezze
armoniche tipiche della immaginaria "linea bianca"
pianistica LennieTristano-Bill Evans-Paul Bley (per sua
stessa ammissione tre grandi modelli per Battaglia), o
ancora le ricerche timbriche della stagione del free e
delle avanguardie europee.
Kyle Gregory Island Quartet
Kyle Gregory : tromba
Peo Alfonsi : chitarra
Salvatore Maiore : contrabasso
Emanuele Maniscalco : batteria
Piccoli istanti, ne' giorno ne' notte, un
inno panteistico, un susseguirsi di piccoli intensi
intervalli scuri ed aperture improvvise di un lirismo
struggente. La gioia del suono, la meraviglia della
melodia, dell’apparire, vivere e sparire delle note con
l’intensita’ che solo la creazione spontanea ed
istantanea riesce a creare. Questo è “Island Quartet”,
dove il profondo e corposo suono del flicorno di Kyle si
incontra con la ricca inventiva del contrabbasso di
Salvatore Maiore, la vibrante chitarra classica di Peo
Alfonsi e il brillante e giovane ottimismo di Emanuele
Maniscalco alla batteria.
Stefano Bedetti Trio
Stefano Bedetti : sax Tenore
Paolo Ghetti : contrabbasso
Stefano Paolini : batteria
La musica spazia da brani della storia del jazz a
composizioni originali, suonate con un filo sottile ma
molto robusto che unisce la tradizione al periodo
attuale. Il trio utilizza senza risparmiarsi la
fantasia, le proprie radici mediterranee e le
contaminazioni ritmico-armoniche provenienti da altri
generi musicali, sale della moderna concezione della
musica improvvisata.
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Venerdì 22 agosto 2008 |
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VL Big Band
Federico Robol : flauto
Massimo Zenatti : clarinetto
Michele Tamanini, Federico Mozzi, Massimo
Costa Luca Santini : trombe
Adriano Corà, Lorenzo Sighel : sax
contralto
Robin Mutch, Cristian Logli : sax tenore
Nadia Rigotti : sax baritone
Paolo Morandini, Fabrizio Carlin, Michele
Curzel : trombone
Silveano Brun : chitarra
Roberto Gorgazzini : pianoforte
Massimo Cristofolini : basso
Filip Milenkovich : batteria
La VL Big Band è composta da musicisti
che gravitano da parecchi anni attorno all’affascinante
mondo delle grandi orchestre jazz e ne tramandano il
“sound” , echeggiando Duke Ellington, Cont Basie, Thad
Jones, Dizzy Gillespie, Gil Evans, Don Ellis, Maria
Schneider, senza tralasciare l’esecuzione di brani
composti ed arrangiati appositamente per questa
orchestra dal direttore Carlo Alberto Canevali e dal
pianista Roberto Gorgazzini. Ampi spazi sono riservati
all’improvvisazione pura, alla composizione
estemporanea, frutto di una conduction, termine
esplicativo di un modo di dirigere organici di ampie
dimensioni, nel quale la gestualità ricopre un ruolo
determinante, in grado di alimentare una musica che non
è mai uguale a se stessa, costruita attorno a cellule
ritmiche che ne esaltano l’impatto comunicativo.
Triotronic
Michele Polga : sax tenore, live
electronics
Stefano Senni : contrabbasso, live
electronics
Walter Paoli : batteria, live electronics
Lo spirito del jazzista è da sempre
spinto ad esplorare territori inconsueti, dove sia
possibile l’incontro determinante, lo stimolo
all’inedito. Tutta la storia del jazz è segnata da
questa curiosità sincretista. Martin Tetreault, Otomo
Yoshihide, Ikue Mori, per nominarne solo alcuni, sono
artisti che hanno spalancato nuovi mondi e Triotronic,
progetto del sassofonista bassanese Michele Polga, è
figlio di questi tempi, che affianca alla tradizione
pura del trio jazz le molteplici possibilità espressive
che l’elettronica permette qualora venga manipolata da
esperti e talentuosi musicisti.
Eliot Zigmund Trio : Matt’s Delight
Eliot Zigmund : batteria
Matteo Alfonso : pianoforte
Lorenzo Conte : contrabbasso
Nella carriera del batterista Eliot
Zigmund sono presenti esperienze musicali diverse che
vanno dal grande jazz fino al pop più sofisticato. Nato
a New York, Zigmund è noto particolarmente per le sue
collaborazioni nel trio di Bill Evans (dal ’75 al ‘79) e
di Michel Petrucciani.
In questa occasione si incontra con due
musicisti italiani di talento, il contrabbassista
Lorenzo Conte e il pianista Matteo Alfonso. Il terreno
di confronto è il jazz, nella forma in cui ognuno di
loro ne ha assorbito ed
interpretato le diverse caratteristiche.
Un materiale musicale che attinge al repertorio della
grande canzone americana, interpretata ed interpolata da
tre diverse personalità per provenienza e cultura.
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