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Piazza della Chiesa
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I° set 21:30 - 22:15
II° set 22:30 - 23:15


Concerti 2008

 

4 luglio

Conduction 3

Via Marconi

Plunge

Piazza della Chiesa

Fabio Petretti Trio

Via Dante

 

11 luglio

Ar–Men Trio

Via Marconi

Alberto Marsico Organ Logistics

Via Dante

 

18 luglio

OL3

Via Marconi

Ottovolante

Piazza della Chiesa

Barbara Casini Trio: omaggio a Gil

Via Dante

 

25 luglio

Trem Azul

Via Marconi

Paolo Ghetti T.R. Quartet

Piazza della Chiesa

Silvia Donati plus Standhard Trio

Via Dante

 

1 agosto

Jazz Organizer

Via Marconi

Recital Trio

Piazza della Chiesa

XL Target

Via Dante

 

8 agosto

Hiko Jung Trio

Via Marconi

Tree

Piazza della Chiesa

Alessia Obino Quartet

Via Dante

 

15 Agosto

Kyle Gregory Island Quartet

Via Marconi

Stefano Battaglia Theatrum Trio

Piazza della Chiesa

Stefano Bedetti Trio

Via Dante

 

22 agosto

Trotronic

Via Marconi

Eliot Zigmund Trio: Matt’s Delight

Piazza della Chiesa

VL Big Band

Via Dante

 

 in collaborazione con

Venerdì 4 luglio 2008

 

Conduction 3

Achille Succi : sax contralto, clarinetto basso

Yuri Goloubev : contrabbasso

Carlo Alberto Canevali : batteria

 

Conduction è un termine esplicativo di un modo di dirigere organici di ampie dimensioni, nel quale la gestualità ricopre un ruolo determinante, in grado di alimentare una musica che non è mai uguale a se stessa e Conduction 3 è ricerca della sostanza e della forma espressiva attraverso la manipolazione di materiale scritto e l’improvvisazione totale, intesa come composizione estemporanea. Questo termine è usato con intenzione, perché anche quando il trio improvvisa liberamente, si evidenziano molteplici punti di riferimento strutturale in grado di dare forma precisa al brano. Non si tratta di abbandono sconsiderato ma di interazione consapevole, frutto anche di una sapiente gestualità.

 

 

Plunge

Andreas Andersson : sax baritono

Mattias Hjorth : contrabbasso

Peter Nilsson : batteria

 

Plunge è un giovane trio svedese che propone una combinazione di musica scritta e improvvisazione totale, intesa come composizione spontanea. Il termine composizione spontanea è usato con intenzione, perché mentre Plunge improvvisa liberamente, si evidenziano molteplici punti di riferimento strutturale in grado di dare forma precisa al brano. Non si tratta di abbandono sconsiderato ma di interazione consapevole. La musica di Plunge  attraversa un vasto territorio stilistico, tuttavia rimane per lo più lirica ed in costante tensione verso un terreno comune dove i tre musicisti possano incontrarsi e la musica possa fluire liberamene attraverso nuove composizioni ritmico-melodiche. Plunge è un collettivo autentico, dove ogni componente agisce/reagisce intelligentemente a supporto delle idee musicali in essere in un dato momento, senza abbandonarsi ad individualismi.

Musica sorprendentemente accessibile, anche nei momenti più estremi, quella di Plunge, chiaramente teso a creare qualcosa dal nulla. Mentre molti musicisti free sono rivolti ad evidenziare spigolosità, Plunge guarda agli angoli più rotondi e morbidi della musica improvvisata. Per coloro che pensano che il free jazz sia estremo, “troppo fuori”, Plunge dimostra il contrario e cioè, che è possible suonare musica totalmente destrutturata mantenendo un senso di ordine e sviluppo.

 

Fabio Petretti trio feat. Massimo Manzi

Fabio Petretti : sassofono

Paolo Ghetti : contrabbasso

Massimo Manzi : batteria

 

“The Song is Ended…” aveva scritto al calare degli anni venti Irving Berlin, la canzone è finita, un senso di conclusione che non è epilogo drammatico, perché il rinfrancante sottotitolo, “But the Melody Lingers On” (ma la melodia sopravvivrà) ci suggerisce che non è con la Fine che abbiamo a che fare, ma tutto al più con la nostalgia, rievocata dai motivi delle vecchie canzoni che non smettono mai di riecheggiare. Nostalgia, nella nostra prospettiva, del musicista di jazz che si volge verso il proprio passato e scopre che esso è ormai diventato Storia; una breve epopea scandita (anche) da quelle melodie immortali, da quei classici, denominati appunto standard. Riletti, riarrangiati e in qualche caso quasi riscritti da un affiatato TRIO di eccellenti jazzmen.

 

Venerdì 11 luglio 2008

 

Ar-Men Trio plus Robert Friedl (Italia – Austria)

Robert Friedl : sassofoni

Roberto Gemo : chitarre

Alessndro Fedrigo : basso acustico

Carlo Alberto Canevali : percussioni

 

Il nome del gruppo è ispirato dal più leggendario tra i fari della Bretagna, e quindi da mari calmissimi e tempeste infinite, da grandi maree che coprono e rivestono le cose in un continuo mutare. La sensibilità del trio attinge a questi elementi naturali cercando di scoprire i colori di un tessuto musicale basato sull’interplay e su un’attenta cura del suono, in cui le linee tematiche sono sviluppate a lungo e con chiarezza. Il mondo musicale di Ar Men Trio è un assemblaggio di esperienze diverse in cui si mescolano qualità e caratteri di una molteplicità infinita, tra fingerstyle popolare, armonie classiche, improvvisazioni jazzistiche per una musica contaminata in generale. L’utilizzo “melodico” delle percussioni e del basso porta ad un reale scambio di linguaggio che rifugge lo schema solista-base ritmica. Ospite illustre del trio, il sassofonista Austriaco Robert Friedl.

 

 

Alberto Marsico Organ Logistics

ALBERTO MARSICO : organo Hammond

DIEGO BOROTTI : sax tenore, contralto e soprano

LORENZO FRIZZERA : chitarra

Max Furian : batteria

 

L’organo Hammond è un organo elettrico progettato e costruito da Laurens Hammond nell’aprile 1935 e nonostante fosse in origine destinato alle chiese in alternativa ai più costosi organi a canne, trovò largo utilizzo nel jazz. Jimmy Smith, soprannominato "The Incredible Jimmy Smith",  fu un musicista le cui esibizioni con l'organo elettrico Hammond B3 resero popolare questo strumento. Qui, Alberto Marsico si presenta con il suo primo progetto da solista insieme a tre grandi musicisti italiani, per una performance di sicuro impatto sia per la qualità delle composizioni originali e la bellezza delle songs scelte, molto note fra i grandi classici del jazz, sia per la grande forza comunicativa ed intesa dei quattro musicisti.

 

Venerdì 18 luglio 2008

 

OL3

Federico Casagrande : guitar

Stefano Senni : bass

Ferenc Nemeth : drums

 

Federico Casagrande si è formato alla Berklee School of Music ed ha affinato, malgrado la giovanissima età, uno stile personale dal fraseggio sciolto e lineare, rifacendosi a musicisti degli anni '40 e '50 come Lennie Tristano. Il suo linguaggio musicale ed i suoi accordi sono molto complessi ed avanzati, ispirato molto anche da artisti come Ben Monder. Il suo trio, OL3,  presenta tutte composizioni originali. I brani sono caratterizzati da una continua ricerca armonica, a tratti ardita ma pur sempre al servizio della melodia.Ogni pagina musicale e' in qualche modo collegata ad un' emozione, prima vissuta e poi concettualizzata. La scelta del trio per dare voce a questa musica e' dovuta alla flessibilita' creativa che permette questo tipo di formazione. Il gruppo si e' esibito in festival e club in  tutta Europa e nel dicembre 2007 ha registrato il suo primo lavoro discografico sponsorizzato dal Montreux Jazz Festival.

 

 

Ottovolante

Mauro "Otto"Ottolini

Davide Ghidoni : tromba

Paolo de Giuli : tromba

Daniele D'Agaro : clarinetto e sax tenore

Helga Plankensteiner : sax baritono

Stefano Menato : sax tenore

Peter Cazzanelli : trombone basso

Beppe Clamosca : trombone

Michael Losch : pianoforte

Stefano Senni : contrabbasso

Paolo Mappa : batteria

 

Uno dei primi esperimenti di varietà, fu una sorta di trasmissione, gioco a premi intitolata "Ottovolante" allestita dal grande regista e autore Antonello Falqui.

Questa fu la scintilla che fece scattare una collaborazione tra Garinei e Giovannini, Antonello Falqui e Guido Sacerdote, dando vita alla canzone spettacolo messa in "telescena" nello stile del musical di Broadway. "Canzonissima", "Giardino d'inverno", "Studio 1", sono alcune delle loro produzioni televisive.

"Ottovolante" di Mauro Ottolini è un omaggio a Garinei e Giovannini che per primi portarono la grande musica, la grande orchestra, i grandi autori, le grandi voci, i grandi personaggi nel piccolo schermo, dando notorietà e visibilità all'arte e agli artisti "puri", lontani dalla televisione di oggi. Per ritrovare quella magia dovremmo poter tornare indietro nel tempo, alla nostra infanzia, a quando giocavamo sull'ottovolante!

 

 

Barbara Casini Trio : omaggio a Gil

BARBARA CASINI : canto, percussione

BEPPE FORNAROLI : chitarra, canto

SANDRO GIBELLINI : chitarra

 

Il trio, attivo ormai da diversi anni, si è sempre distinto per l’impostazione monografica dei suoi concerti, in particolare nell’ambito della musica brasiliana d’autore.

In questo spettacolo i tre musicisti presentano il loro nuovo lavoro, un omaggio a Gilberto Gil, personaggio molto popolare ma del quale forse si tende ad apprezzare più l’aspetto commerciale di facile ascolto e di grande comunicazione che il suo originalissimo genio musicale. Casini, Fornaroli e Gibellini hanno raccolto una serie di brani, dei veri gioielli un po’ nascosti, finalmente posti nel giusto risalto, che mettono in luce le doti compositive di questo artista, profondamente radicato in una tradizione reinterpretata e mantenuta viva e aperta a feconde contaminazioni e con un legame indissolubile con l’Africa.

 

Venerdì 25 luglio 2008

 

Trem Azul

Alessia Martegiani : voce

Massimiliano Coclite : tastiere

Bruno Marcozzi : percussioni

 

Il progetto Trem Azul nasce come laboratorio di studio e sperimentazione di forme musicali che, partendo dalla musica brasiliana, si contaminano via via con altri stili e sonorità. Il percorso, dalla bossa nova al samba cançao, dal jazz elettrico al tropicalismo, sfocia in un disco di brani originali che viene pubblicato nel 2006 dalla Wide Sound e scelto dalla Egea per la sua distribuzione , che si chiama “Trem Azul”. I Trem Azul si sono esibiti in importanti festival e jazz club collaborando di volta in volta con importanti musicisti del panorama jazzistico nazionale come Stefano “Cocco” Cantini, Fabrizio Mandolini, Fabrizio Bosso, Luca Bulgarelli, Maurizio Rolli...

 

Silvia Donati plus Standhard Trio

Silvia Donati : voce

Alfonso Santimone : pianoforte

Alessandro Fedrigo : basso acustico/effetti

Gianni Bertoncini : batteria

 

Un viaggio tra jazz post-bop ,improvvisazione e gusto per la sperimentazione dove il suono risulta caldo ma non accattivante, partecipe ma non ruffiano e a partire dalla voce di Silvia Donati  è, di volta in volta, graffiante, sopra le righe nei momenti più aperti e liberi, calibrato e misurato, forte ed espressivo. Il gruppo rischia, gioca divertendosi, e mantiene l’obiettivo principale in una performance particolare, personale, capace di creare suoni, impasti inusuali, effetti elettronici che diano una risposta ad un impulso espressivo avvolgente nel libero sfogo delle personalità musicali dei quattro musicisti.

 

Paolo Ghetti  T.R. Quartet

Fabio Petretti : Sassofono Tenore

Alessandro Di Puccio : Vibrafono

Paolo Ghetti : Contrabbasso

Alessandro Fabbri : Batteria

 

Paolo Ghetti, versatile contrabbassista, bassista e compositore, è a capo di questa recente formazione strumentale, frutto dell’incontro tra interpreti di provenienza tosco-romagnola, tutti  con un  lungo percorso musico-professionale di alta  qualità alle spalle. La scelta di unire il timbro di questi quattro strumenti non è dovuta al caso, ma ad una ricerca sonora che tende  ad amplificare la componente ritmica delle composizioni e degli  arrangiamenti di Ghetti, soprattutto attraverso l’uso del vibrafono. Il quartetto si muove tra suggestioni melodico-armoniche di un ensemble cameristico e dinamiche ritmiche di derivazione jazzistica, passando dal  suono rarefatto e armonioso di alcuni momenti ai climi più gioiosi e solari di certi brani. L’alternanza di brani originali a  standards  arrangiati su misura per questo gruppo, insieme a grandi dinamiche sonore restituiscono all’ascolto un sapore fresco ed estremamente piacevole.

 

Venerdì 1 agosto 2008

 

XL Target

Christy Doran : chitarre

KJ Dave Doran : batteria, samples

 

Suoni e campionamenti per un drum n’ bass di assoluta classe ed intelligenza. Il batterista KJ Dave Doran fonde nel suo nuovo progetto jungle drum sperimentale con ambient jazz. Nel processo creativo dello svolgimento musicale non emerge un freddo suono sintetico privo di potere emozionale, ma una sorta di futuristico groove urbano. Sono totalmente aboliti i confini di genere in favore di una fusione totale, in brani di grande “tiro”, spesso caratterizzati da alte velocità metronomiche. Assieme a Dave c’è il fratello chitarrista Christy Doran, per un progetto pieno di ritmo ed energia, al momento uno dei più incredibili ed imperdibili LIVE trip-hop party-sound della nuova generazione.

 

 

Jazz Organizer

Gisella Ferrarin : voce

Gigi Grata : trombone, tromba

Fiorenzo Zeni : sax tenore

Luciano Poli : chitarra

Roberto Gorgazzini : organo Hammond

Stefano Pisetta : batteria

 

Provenienti da esperienze diverse, talvolta condivise, Roberto Gorgazzini, Gigi Grata, Fiorenzo Zeni, Luciano Poli, Stefano Pisetta e la cantante Gisella Ferrarin, hanno dato vita a questo progetto basato su sonorità caratteristiche della formazione “organ trio” (organo chitarra e batteria) classica degli anni cinquanta (senza l’impiego del contrabbasso, funzione questa lasciata all’organo).

Il tutto è iniziato nel marzo 2007 con una performance teatrale multimediale dove la formazione - all’epoca  un quartetto - ha commentato musicalmente la riproduzione grafica del film “Il falcone maltese”, cult noire degli anni ’50. Da qui l’idea del progetto “Jazz Organizer” con la creazione  di un repertorio costituito da brani originali composti da alcuni musicisti del gruppo e l’integrazione di due nuovi elementi; il chitarrista Luciano Poli e la cantante Gisella Ferrarin. Jazz Organizer presenterà il repertorio contenuto nel  cd “Internos”  registrato nel novembre 2007 per Cat Sound’s Record.

 

 

Recital Trio

Michele Francesconi : pianoforte

Paolo Ghetti : contrabbasso

Carlo Alberto Canevali : batteria

 

Il repertorio di questo trio è composto da brani originali di musicisti italiani emergenti, tra gli altri Mauro Negri e Stefano De Bonis. Un invito, chiaro e determinato, "a credere sempre di più nell'inventiva compositiva dei jazzisti italiani", come afferma il pianista, Michele Francesconi, nel presentare la formazione. Da questo il nome del progetto: Recital, appunto. Un programma pensato e diretto per inquadrare e mettere a fuoco la pratica della composizione, per dare valore allo spirito e all'inventiva degli autori scelti. Il materiale, vario per provenienza, assume una identità propria e personale nell'ispirazione e nel lavoro di arrangiamento del trio. Attraverso l'originale percorso, il Trio mette in evidenza le capacità interpretative di Francesconi, Ghetti e Canevali: tre musicisti esperti, protagonisti di importanti collaborazioni a livello italiano ed internazionale. Tre musicisti naturalmente disposti alla contaminazione dei linguaggi e in grado di sintetizzare, nelle improvvisazioni, le proprie esperienza musicali e le nuove strade del jazz.

 

Venerdì 8 agosto 2008

 

Alessia Obino Quartet

Alessia Obino : voce

Daniele Santimone : chitarra

Alessandro Fedrigo : basso

Carlo Alberto Canevali : batteria

 

Alessia Obino è una giovane cantante che nel panorama italiano si sta guadagnando il giusto spazio e riconoscimento, quale frutto di un lungo lavoro di ricerca, sperimentazione e studio. Grazie all’apporto creativo e alla generosità dei tre musicisti con i quali condivide il palco, Alessia Obino si presenta con una formazione nella quale si identifica pienamente, sintetizzando tutte le esperienze maturate fino ad ora in diversi ambiti musicali, non ultimo passando attraverso la scrittura di squisiti brani originali. Il repertorio del quartetto di Alessia Obino ha preso forma quasi autonomamente, raggruppando brani originali e composizioni degli autori che Alessia predilige (T. Monk, C. Mingus, B. Powell, B. Frisell ecc..), il tutto reinterpretato con quella libertà che permette ad ogni singolo componente del gruppo di esprimersi in modo personale e creativo.

 

 

Tree

Samuel Rohrer : batteria/composizioni

Claudio Puntin : clarinetto/clarinetto basso

Peter Herbert : contrabbasso

 

La musica dei Tree di Samuel Rohrer riassume a meraviglia i caratteri di un jazz europeo che vive sempre più di luce propria. Le composizioni del leader incorporano il ritmo frenetico del nostro tempo ma anche la serena compostezza della musica da camera, attingendo dal folklore dell’est come dall’estetica del pop e del rock. Un flusso sonoro in cui si riconosce la transizione tra i vari stati della materia: solido (groove coinvolgente e melodia orecchiabile), liquido (spontaneità e libera pulsazione) e gassoso (poetica del suono, trascendenza). Nella sua ricerca d’insieme, questo trio mantiene un apprezzabile equilibrio tra libertà e rispetto della struttura, consapevolezza e giocosa sensualità.

 

 

Heiko Jung Trio

Hiko Jung : batteria

Lorenzo Frizzera : chitarra

Peter Klinke : contrabbasso

 

Un trio nuovissimo che si spinge su territori di un jazz assolutamente contemporaneo, fatto di composizioni originali alla ricerca di un’identità che se si ispira alla tradizione del “guitar trio” allo stesso tempo tende ad una azione in grado di trascenderla. Heiko Jung, giovane ed emergente batterista di Dresda, enfatizza molto l’intreccio e la ricerca di nuove tessiture su brani che si muovono in equilibrio tra forma scritta e improvvisata. Il sound del trio è completato dal lucido fraseggio del chitarrista italiano Lorenzo Frizzera e dalla solida esperienza del contrabbassista berlinese Peter Klinke, ricca di riferimenti stilistici.

 

Venerdì 15 agosto 2008

 

Stefano Battaglia Theatrum Trio

Stefano Battaglia : pianoforte

Roberto Bartoli : contrabbasso

Carlo Alberto Canevali : batteria

 

Dotato di lucidità tecnica superiore, Stefano Battaglia ha cercato e stabilito con la sua ritmica un contatto speciale in cui da un lato si avverte l'incredibile plasticità e flessibilità musicale senza confini stilistici, dall'altra la pregnanza e lo spessore delle singole individualità che si illuminano vicendevolmente. Battaglia ha realizzato in questi anni, grazie a coraggiose e precise scelte estetiche, un corpus musicale che risulta ormai, nel mondo della musica improvvisata e al di là di qualsiasi limite di territorio e linguaggio, fra i più intensi dell'ultimo decennio. L'introspezione e la profondità espressiva non privano la musica di Battaglia di comunicativa. Il nucleo generatore del suo linguaggio è strettamente collegato alla melodia, spesso associato ad altri parametri in un complesso gioco d'intarsi. Così, Battaglia e i suoi compagni possono trascorrere attraverso le varie stagioni della tradizione jazzistica traendo da ciascuna, senza che questo comporti una identificazione totale, ciò che loro interessa maggiormente: la vitalità ritmica del bop, le finezze armoniche tipiche della immaginaria "linea bianca" pianistica LennieTristano-Bill Evans-Paul Bley (per sua stessa ammissione tre grandi modelli per Battaglia), o ancora le ricerche timbriche della stagione del free e delle avanguardie europee.

 

 

Kyle Gregory Island Quartet

Kyle Gregory : tromba

Peo Alfonsi : chitarra

Salvatore Maiore : contrabasso

Emanuele Maniscalco : batteria

 

Piccoli istanti, ne' giorno ne' notte, un inno panteistico, un susseguirsi di piccoli intensi intervalli scuri ed aperture improvvise di un lirismo struggente. La gioia del suono, la meraviglia della melodia,  dell’apparire, vivere e sparire delle note con l’intensita’ che solo la creazione spontanea ed istantanea riesce a creare. Questo è “Island Quartet”, dove il profondo e corposo suono del flicorno di Kyle si incontra con la ricca inventiva del contrabbasso di Salvatore Maiore, la vibrante chitarra classica di Peo Alfonsi e il brillante e giovane ottimismo di Emanuele Maniscalco alla batteria.

 

Stefano Bedetti Trio

Stefano Bedetti : sax Tenore

Paolo Ghetti : contrabbasso

Stefano Paolini : batteria

La musica spazia da brani della storia del jazz a composizioni originali, suonate con un filo sottile ma molto robusto che unisce la tradizione al periodo attuale. Il trio utilizza senza risparmiarsi la fantasia, le proprie radici mediterranee e le contaminazioni ritmico-armoniche provenienti da altri generi musicali, sale della moderna concezione della musica improvvisata.

 

Venerdì 22 agosto 2008

 

VL Big Band

Federico Robol : flauto

Massimo Zenatti : clarinetto

Michele Tamanini, Federico Mozzi, Massimo Costa Luca Santini : trombe

Adriano Corà, Lorenzo Sighel : sax contralto

Robin Mutch, Cristian Logli : sax tenore

Nadia Rigotti : sax baritone

Paolo Morandini, Fabrizio Carlin, Michele Curzel : trombone

Silveano Brun : chitarra

Roberto Gorgazzini : pianoforte

Massimo Cristofolini : basso

Filip Milenkovich : batteria

 

La VL Big Band è composta da musicisti che gravitano da parecchi anni attorno all’affascinante mondo delle grandi orchestre jazz e ne tramandano il “sound” , echeggiando Duke Ellington, Cont Basie, Thad Jones, Dizzy Gillespie, Gil Evans, Don Ellis, Maria Schneider, senza tralasciare l’esecuzione di brani composti ed arrangiati appositamente per questa orchestra dal direttore Carlo Alberto Canevali e dal pianista Roberto Gorgazzini. Ampi spazi sono riservati all’improvvisazione pura, alla composizione estemporanea, frutto di una conduction, termine esplicativo di un modo di dirigere organici di ampie dimensioni, nel quale la gestualità ricopre un ruolo determinante, in grado di alimentare una musica che non è mai uguale a se stessa, costruita attorno a cellule ritmiche che ne esaltano l’impatto comunicativo.

 

 

Triotronic

Michele Polga : sax tenore, live electronics

Stefano Senni : contrabbasso, live electronics

Walter Paoli : batteria, live electronics

 

Lo spirito del jazzista è  da sempre spinto ad esplorare territori inconsueti, dove sia possibile l’incontro determinante, lo stimolo all’inedito. Tutta la storia del jazz è segnata da questa curiosità sincretista. Martin Tetreault, Otomo Yoshihide,  Ikue Mori, per nominarne solo alcuni, sono artisti che hanno spalancato nuovi mondi e Triotronic, progetto del sassofonista bassanese Michele Polga, è figlio di questi tempi, che affianca alla tradizione pura del trio jazz le molteplici possibilità espressive che  l’elettronica permette qualora venga manipolata da esperti e talentuosi musicisti.

 

 

Eliot Zigmund Trio : Matt’s Delight

Eliot Zigmund : batteria

Matteo Alfonso : pianoforte

Lorenzo Conte : contrabbasso

 

Nella carriera del batterista Eliot Zigmund sono presenti esperienze musicali diverse che vanno dal grande jazz fino al pop più sofisticato. Nato a New York, Zigmund è noto particolarmente per le sue collaborazioni nel trio di Bill Evans (dal ’75 al ‘79) e di Michel Petrucciani.

In questa occasione si incontra con due musicisti italiani di talento, il contrabbassista Lorenzo Conte e il pianista Matteo Alfonso. Il terreno di confronto è il jazz, nella forma in cui  ognuno di loro ne ha assorbito ed

interpretato le diverse caratteristiche. Un materiale musicale che attinge al repertorio della grande canzone americana, interpretata ed interpolata da tre diverse personalità per provenienza e cultura.

 

 

 

 

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